Neurosviluppo

Unità 1 – In Italia, circa il 12% di bambini cresce in un contesto

Continua

di povertà educativa ed economica, in cui l’ambiente culturale e linguistico è poco stimolante per la crescita. La povertà educativa influenza i diversi ambiti dello sviluppo dei nostri bambini sin dalle prime fasi di vita e, con il crescere dell’età, questi effetti tendono ad intensificarsi per poi stabilizzarsi in età adulta. Cosa e come dare risposta alla povertà educativa in modo efficace? Scopriamolo insieme…

Riduci

Unità 15 – Nella prima lezione descriveremo rapidamente la

Continua

transizione epidemiologica in atto. Analizzeremo  più a fondo i trend di aumento concernenti i Disordini del Neurosviluppo (NDs) e in particolare i  Disturbi dello Spettro Autistico (ASDs). Da un punto di vista neurobiologico, tali disturbi sembrano  correlare con uno sviluppo anomalo/disorganizzazione delle reti neuronali con effetti precipui  sulle funzioni sociali, emotive, comunicative, linguistiche. L’ereditabilità o piuttosto la frequente  familiarità di queste condizioni sembrerebbe deporre per una componente genetica. D’altra parte,  l’aumento impressionante (e la concomitanza con l’analogo incremento delle patologie sopra  elencate) chiama in causa fattori ambientali e meccanismi epigenetici. Le varianti genetiche  associate all’NDS sono numerose (con centinaia di loci coinvolti), ma spiegano solo in minima parte  l’ereditabilità (familiarità). Le nuove tecniche di sequenziamento dell’esoma hanno identificato  molte varianti rare, a volte presenti nei gameti genitoriali, ma non nei genitori (mutazioni de  novo). È interessante notare che le stesse varianti genetiche, in primo luogo CNVs (delezioni,  duplicazioni) sembrano implicate in disturbi psichiatrici maggiori, come schizofrenia e disturbo  bipolare (sempre più riconoscibile dunque un unico spettro di patologie). Tutto questo chiama in  causa l’epigenetica, che è per definizione la scienza che studia i meccanismi di regolazione  dell’espressione genica e, soprattutto, della programmazione del genoma nelle prime fasi della vita  (programming fetale).

Riduci

Unità 18 – Avete mai incontrato bambini o ragazzi che

Continua

presentano eccezionalità e aspetti non comuni in alcuni ambiti? In questa video-lezione cercheremo di rispondere ad alcune domande che spesso insegnanti e genitori si pongono: in cosa consiste l’iperdotazione? Genio e talento come possono essere guidati a livello educativo? Cosa c’entra il QI con le qualità e con le vulnerabilità? Cominciamo a capirlo insieme…

Riduci

Unità 19 – Nella seconda lezione vedremo come l’epigenetica sia

Continua

troppo spesso interpretata, riduttivamente ed erroneamente, come una parte (tutto sommato secondaria) della genetica molecolare, mentre si tratta di una disciplina a parte. Essa studia come le informazioni e le sollecitazioni provenienti dall’ambiente, in particolare nelle prime fasi della vita inducano nelle diverse popolazioni cellulari continue modifiche del genoma, inteso come sistema molecolare complesso e fluido (al contrario del DNA che rappresenta una sorta di database specie-specifico e muta poco nel corso della vita) e come queste modifiche “epigenetiche” determinino variazioni del nostro fenotipo sia in ambito fisiologico (adattativo/predittive), che patologico (reattivo/dis-adattative). In questa luce l’intero sviluppo embrio-fetale e in particolare lo sviluppo del sistema psico-neuro-immuno-endocrino andrebbe interpretato in chiave essenzialmente epigenetica e i primi 1000 giorni di vita dovrebbero essere finalmente riconosciuti come i più importanti della nostra vita individuale (sia sul piano biologico, che neuropsichico). Cercheremo, in particolare, di mostrare in che senso e in che misura lo sviluppo delle reti neuronali (oggi si parla anche di connettoma) che rappresentano fin dei conti la vera essenza della nostra individualità psico-neuro-biologica non sia codificata nel DNA, ma sia il portato delle interazioni continue tra le informazioni provenienti dall’ambiente e l’assetto epigenetico che si va delineando nei miliardi di neuroni che formano la corteccia cerebrale e che a sua volta si esprime in reti neuronali di immensa complessità, plasticità e variabilità.

Riduci

Unità 22 – Cos’è la plusdotazione cognitiva? Come può la scuola

Continua

sostenere il potenziale degli studenti “Gifted”? Quali sono le strategie più adatte a sostenerne i talenti all’interno delle classi? Questa video-lezione cerca di far luce sulle principali metodologie utili sia al gruppo che ai singoli allievi, tenendo conto delle peculiarità che contraddistinguono gli studenti plusdotati

Riduci

Unità 23 – A questo punto definiremo un modello

Continua

semplice/ semplicistico, ma utile, che ci configura come prodotti di un duplice percorso (filogenesi ed ontogenesi) e quindi composti di un hardware, comune a tutti i membri della nostra specie, e di un software strettamente individuale. Il primo, che è appunto il prodotto di milioni di anni di evoluzione biologica, è rappresentato a livello molecolare dal DNA e a livello organismico dal cervello (aree di Brodmann ecc.); il secondo, prodotto essenzialmente nei primi 1000 giorni (ma in continua trasformazione nel corso della vita intera), è invece strettamente individuale e si configura a livello molecolare come epigenoma, e a livello tissutale come connettoma/reti neurali. Questa terza lezione verte essenzialmente sull’altro grande fattore che determina il processo di (neuro)sviluppo individuale sia fisiologico, sia patologico: l’esposoma che è, in pratica, il flusso delle informazioni provenienti dall’ambiente (inizialmente attraverso la madre) che inducono il software epigenetico e connettomico a trasformarsi, programmandosi in modo reattivo e potenzialmente predittivo-adattativo per la vita. Vedremo in particolare come quello che viene genericamente definito inquinamento (e che dovrebbe essere visto come un flusso di informazioni che il sistema percepisce come pericolose e potenzialmente perturbanti) e condizioni di stress materno-fetale e infantile protratto possano indurre modifiche epigenetiche e di conseguenza connettomiche difensive o comunque reattive (fetal programming). E come anche infiammazioni locali o sistemiche materne e variazioni del microbiota/ microbioma materno e di conseguenza neonatale possano interferire con la programmazione epigenetica embrio-fetale. In questo senso i disturbi del neurosviluppo dovrebbero essere descritti, al pari delle altre malattie croniche in grande aumento, come fenotipi reattivo-adattivi: epigenetici quindi, piuttosto che genetici (accidentali).

Riduci

Unità 27 – Nella quarta ed ultima lezione approfondiremo alcune

Continua

delle situazioni critiche sopra descritte che possono essere all’origine di alterazioni delle reti neuronali in epoca precoce, aprendo la strada ai disturbi del neurosviluppo e alle malattie neuropsichiatriche maggiori. Vedremo come le patologie infettive e immuno-infiammatorie della madre (COVID compresa) possano interferire a causa sia del passaggio di agenti patogeni, che di citochine e anticorpi attraverso la placenta con la programmazione epigenetica embrio-fetale. E come le situazioni di stress materno-fetale o infantile protratto determinino alterazioni epigenetiche che possono addirittura trasmettersi da una generazione all’altra (eredità transgenerazionale) come è stato confermato da studi sui sopravvissuti di drammi epocali (olocausto). Accenneremo ai rischi di esposizione ai campi elettromagnetici e/o legati all’utilizzo sempre più precoce di tecnologie digitali in grado di interferire direttamente con la formazione delle reti neuronali, nel bambino e nell’adolescente. Concluderemo queste lezioni sui disturbi del neurosviluppo accennando ad alcune strategie diagnostiche precoci ed a possibili interventi non farmacologici in grado di favorire uno sviluppo armonico delle reti neuronali: in primis la musica in periodo prenatale e perinatale.

Riduci

Unità 33 – Cosa succede quando in un bambino lo sviluppo di una

Continua

o più funzioni evolutive è alterato o deficitario? Cosa significa per un bambino essere disabile? E cosa deve sapere la scuola per promuovere i suoi processi di sviluppo? Sono grandi domande a cui non è semplice rispondere in pochi minuti. In questa video-lezione parleremo di come la scuola si muova tra barriere e leve: barriere spesso generate dalla poca conoscenza che abbiamo dei disturbi del neurosviluppo e delle disabilità, e leve capaci di attivare i processi evolutivi, anche quando alterazioni o deficit funzionali vincolano le traiettorie dello sviluppo individuale. Faremo un piccolo viaggio attraverso la genetica e la biologia e cercheremo di capire come e quanto l’ambiente che creiamo attorno al bambino, e che il bambino crea per sé, sia determinante nel definire le sue rotte evolutive.

Riduci